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Fuori dai canoni. Giovanni Klaus Koenig, architetto fiorentino (1924-1989)

19 Aprile 2022

Incontro con Giuseppina Carla Romby e Cristina Tonelli, mostra e passeggiata architettonica

Fuori dai canoni. Giovanni Klaus Koenig, architetto fiorentino (1924-1989)

Fuori dai canoni. Giovanni Klaus Koenig, architetto fiorentino (1924-1989)

Incontro con Giuseppina Carla Romby e Cristina Tonelli

Giovedì 28 aprile 2022, ore 16:30 (Sala archivi e fondo storico)

Programma

  • Simonetta Pagninidirettrice della Biblioteca di architettura, UNIFI, Saluti
  • Cristina Tonelli docente di Storia del disegno industriale, POLIMI, presenta il libro Giovanni Klaus Koenig un fiorentino nel dibattito nazionale su architettura e design (1924-1989), Firenze, University Press, 2020
  • Fortunato Fagaresponsabile archivi degli architetti della Biblioteca di architettura, UNIFI, Il fondo Koenig della Biblioteca di architettura
  • Giuseppina Carla Rombydocente di Storia dell’architettura, UNIFI, Architetture aliene lungo il Mugnone

*Per partecipare all’incontro è necessaria la prenotazione scrivendo a eventibibarc@sba.unifi.it e essere muniti di Green Pass

Mostrare Giovanni Klaus Koenig. Acquerelli, progetti, manoscritti dal fondo Koenig della Biblioteca di architettura

 28 aprile-27 maggio, 2022 (Saletta Archispazio, apertura dal lunedì al venerdì ore 9–18:30)

La mostra espone gli acquerelli per il concorso del Ponte Vespucci di Firenze (1952-1953), i progetti per la casa a Hollywood (1952-1953) di Fausto Mario Ricci e la Chiesa Valdese di Praly a Torino (1959), oltre al manoscritto Analisi linguistica dell'opera di Frank Lloyd Wright (1965).

Passeggiando lungo il Mugnone alla ricerca di architetture aliene

con Giuseppina Carla Romby e Cristina Tonelli

A completare l’incontro di giovedì 28 aprile, si propone un itinerario in un quartiere di Firenze delimitato in una direttrice dal Parterre e dalla Fortezza e nell’altra dalla Ferrovia e dal viale Lavagnini. Qui, lungo le rive del Mugnone che lo attraversa, residenze eclettiche si alternano a presenze “aliene”. Una di queste vi planò nel 1967 progettata da Giovanni Klaus Koenig e Claudio Messina.
Itinerario dettagliato: via Micheli angolo via Lamarmora: Chiesa Evangelica Valdese - via Leone X: Chiesa russo ortodossa della Natività di Cristo - viale Milton: Palazzo dei Pittori, i villini in stile eclettico lungo le rive del Mugnone - via Vanini angolo via XX Settembre: condominio.

  • Lunedì 2 maggio 2022 (ritrovo ore 16:00 in Via Micheli 2, Palazzo San Clemente)
  • Mercoledì 11 maggio 2022 (ritrovo ore 16:00 in Via Micheli 2, Palazzo San Clemente)

Per partecipare è necessaria la prenotazione, che potrà essere effettuata durante l’incontro Fuori dai canoni del 28 aprile oppure a partire dal 29 aprile scrivendo a eventibibarc@sba.unifi.it.

Le iniziative sono organizzate nell’ambito del ciclo di incontri Le Archistorie della biblioteca: presentazione di libri, esperienze, progetti… Le Archistorie nascono come legame e riconoscimento all’insegnamento e all’attività di Luca De Silva e ne vogliono rappresentare l’ideale proseguimento.

Koenig al lavoro

Giovanni Klaus Koenig è stato un intellettuale fiorentino fuori dai canoni. Ha operato da architetto, progettando con serietà, senza rincorrere gloria e riconoscimenti; ha lavorato come industrial designer collaborando con grandi aziende di trasporto pubblico, in un periodo in cui gli apporti di progettisti esterni, seppur rilevanti, venivano sottaciuti; è stato incisivo critico dell’architettura contemporanea, storico dell’industrial design, profondo studioso di treni e di tram. Testimoniano le sue ricerche libri, saggi e articoli pubblicati sulle riviste più importanti del panorama italiano. Come se non bastasse, è stato un docente della Facoltà di Architettura dell’Università di Firenze per quasi quarant’anni, fra i più seguiti dagli studenti, che tornavano anche dopo anni a frequentarne le lezioni per il mero piacere di assistere alle chiare, appassionate, graffianti letture di prodotti e di brani di architettura. Amato quanto temuto per il suo giudizio che eludeva ogni principio di opportunismo, ha saputo essere dissacrante, stimolante, censore se necessario, in una visione fortemente etica della condotta e del compito del progettista, la stessa che imponeva al suo agire. Con la stessa visione, si è speso fattivamente per la sua città, Firenze, suggerendo soluzioni concrete ai tanti suoi problemi e soprattutto avvertendo sui rischi di scelte opinabili.

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