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Vincenzo Viviani, l'ultimo discepolo di Galileo Galilei

La ricostruzione della biblioteca privata del Viviani, che comprendeva molti volumi appartenuti allo stesso Galileo, è una vicenda complessa che si lega alla storia della Libreria dell'Arcispedale di Santa Maria Nuova di Firenze dove giunse per disposizione testamentaria del proprietario nel 1733.

Nella secona metà del '700, la raccolta subì significative dispersioni per la messa sul mercato di molti esemplari e, nel 1780, per il trasferimento di gran parte della collezione alla Biblioteca Magliabechiana (la biblioteca pubblica fiorentina diventata poi il primo nucleo della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze) dove, per volere del Granduca, furono portati i libri dell'Ospedale che non trattavano di medicina. Da allora i libri di Viviani non passati alla Magliabechiana sono stati considerati dispersi.

Un'accurata indagine - alla quale l'attività di digitalizzazione ha aggiunto alcuni nuovi elementi in corso di verifica - ha permesso di identificare la parte della "Libreria Viviani" che, per qualche motivo, nel 1780 era rimasta nella biblioteca dell'ospedale e che ora fa parte del patrimonio della Biblioteca Biomedica dell'Università. 

Sono stati individuati più di 110 volumi contrassegnati, analogamente agli esemplari confluiti nella Magliabechiana, dal monogramma "W" manoscritto a matita sul recto della carta di guardia anteriore, col quale i bibliotecari siglarono i libri provenienti dalla libreria dello scienziato. In alcuni compare una dedica manoscritta dell'autore a Vincenzo Viviani, in altri il suo ex libris, in altri ancora il monogramma è riportato a inchiostro sul frontespizio.

Inoltre un confronto con l'inventario manoscritto settecentesco della libreria privata, conservato nella Biblioteca Nazionale di Firenze, ha accertato che i volumi della Biblioteca Biomedica corrispondono alle edizioni citate nell'elenco avvalorando ancora di più l'ipotesi che i libri facciano parte della "Libreria Viviani".

Vincenzo Viviani (1622-1703), matematico, scienziato dell'Accademia del Cimento, fu l'assistente dell'anziano Galileo Galilei nei tre anni precedenti la morte e ne scrisse nel 1654 la prima biografia, pubblicata nel 1717. Membro della Royal Society di Londra e della rinnovata Académie des Sciences di Parigi, nel 1647 divenne Matematico del Granduca di Toscana (carica che era stata di Galileo) e poi Ingegnere della Magistratura della Parte Guelfa, l'ufficio responsabile della regimazione fluviale e della tutela del territorio.

Guarda il video Vincenzo Viviani, l'ultimo discepolo di Galileo Galilei

 

Ultimo aggiornamento

09.04.2022

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