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 21-Giu-2011 Aggiungi ai Preferiti / Condividi

Edizioni darwiniane della Biblioteca di Scienze 24 novembre 1859 - 24 novembre 2009:
150 anni dalla pubblicazione di On the origin of the species

Allestimento e realizzazione: Sabina Cavicchi, Caterina Guiducci, Paola Tozzi
Introduzione e cura: Giulio Barsanti e Fausto Barbagli

La mostra espone un'accurata selezione di edizioni tratte dal nutrito corpus darwiniano in possesso della Biblioteca di scienze, al fine di illustrare e meglio esplicare i contenuti salienti della dottrina evoluzionistica e l'influsso da essi esercitato presso la comunità scientifica italiana.

Per una completa consultazione delle opere possedute dalle biblioteche di Ateneo interrogare il Catalogo.

La teoria darwiniana presso lo Studio Fiorentino

ritratto di Charles DarwinCharles Robert Darwin
(Shrewsbury 12 febbraio
1809 - Londra 19 aprile 1882)

Il Viaggio di un naturalista intorno al mondo (Charles Darwin, 1831-1835) innescò altri 'viaggi', metaforici e non, che avrebbero influito sugli orientamenti e su molte scelte della cultura occidentale.

Gli Italiani accolsero prontamente le teorie darwiniane e dettero un importante contributo alla loro diffusione. Percepirono chiaramente che esse potevano essere sviluppate in più direzioni e non si limitarono a documentarlo traducendo le opere dei più autorevoli darwinisti europei. Si impegnarono in prima persona dimostrando di avere una grande capacità non solo di attenzione critica ma anche di elaborazione originale; e anche a proposito delle questioni più delicate (come l'origine e l´evoluzione dell'uomo), alle quali si applicarono senza temere di incorrere nelle censure, e di subire le ritorsioni, più pesanti. I naturalisti del nostro Paese si distinsero inoltre per la lucida consapevolezza delle implicazioni che il darwinismo aveva anche all´esterno delle scienze naturali, e in questo rivoluzionario movimento di idee Firenze svolse un ruolo non secondario.

On the origin of species venne pubblicata a Londra il 24 novembre 1859 in 1240 esemplari già tutti prenotati e la nostra biblioteca ne possiede uno della tiratura immediatamente successiva (7 gennaio 1860). A conferma della tempestività degli Italiani nella ricezione della teoria darwiniana vale la pena di ricordare che l'opera che avrebbe fatto maggiormente discutere, l'Origine dell'uomo (1871), fu disponibile in italiano grazie a Michele Lessona, l'anno stesso dell'edizione inglese, precedendo non solo quella francese ma anche la tedesca.

ritratto di Michele LessonaMichele Lessona
(Venaria Reale 20 settembre
1823 - Torino 20 luglio 1894)

Sull'Origine delle specie era comparsa in Italia, grazie a Giovanni Canestrini e Leonardo Salimbeni, nel 1864 e il nostro Paese si vide in qualche modo riconosciuto il contributo recato alla diffusione della teoria evoluzionistica con la copia dell'Expression of the emotions in man and animals (1872) inviata da Darwin con dedica autografa a Paolo Mantegazza, che a Firenze era salito, nel 1869, sulla prima cattedra italiana di Antropologia. Nella nostra città vennero pubblicate alcune delle più importanti opere dei darwinisti europei, come le Lezioni sull´uomo di Carl Vogt, che sono uno dei primi 'manifesti' dell'antropologia evoluzionistica; vennero tradotte da Pietro Marchi, professore alla «Specola», le Prove di fatto intorno al posto che tiene l'uomo nella natura, con cui Thomas Huxley aveva aperto le ostilità su questo fronte, e insegnò il più inquieto degli evoluzionisti Italiani - Daniele Rosa, cui si deve la traduzione dell´imponente Storia della creazione naturale di Ernst Haeckel.

Le Note di Achille Quadri furono una delle più precoci e più corrette sintesi del pensiero darwiniano, e i naturalisti Italiani seppero anticipare lo stesso Darwin tanto nell'escogitare le soluzioni più avanzate quanto nel promuovere i dibattiti più impegnativi.
Nella sua Origine dell'uomo Canestrini concepì l'ipotesi del lontano progenitore comune, inteso come «forma perduta» dello stesso «tronco genealogico» dei Primati attualmente viventi, e sostenne che nella nuova prospettiva evoluzionistica l'uomo finalmente diveniva «il fabbro dei proprii destini, anzi che il ludibrio di potenze arcane».
Alessandro Herzen tenne a Firenze, nel 1869, la celebre conferenza popolare Sulla parentela fra l'uomo e le scimie, in cui stabilì che siamo «primi fra pari» e per la quale i conservatori parlarono di «scienza fetente» con cui si cadeva «nello sconcio», chiedendo che i darwinisti fossero cacciati dalle università.

ritratto di Filippo De FilippiFilippo De Filippi
(Pavia 20 aprile 1814 -
Hong Kong 9 febbraio 1867)

Nello stesso anno ebbe inizio a Firenze la quarantennale carriera di insegnamento di Enrico Hillyer Giglioli - allievo di Huxley e Lyell alla Royal School of Mines di Londra tra il 1861 e il 1863 - che, per le sue conoscenze evoluzionistiche, era stato chiamato a partecipare al viaggio italiano di circumnavigazione terrestre (1865-1868) dall'organizzatore scientifico della spedizione: quel Filippo De Filippi che l'11 gennaio 1864 aveva, primo in Italia, pubblicamente sostenuto le idee darwiniane in una conferenza dal titolo L'uomo e le scimmie.
Giglioli pubblicò nel 1875 il suo Viaggio intorno al globo, che fu introdotto da Mantegazza con il saggio L'uomo e gli uomini in cui veniva negato qualsiasi fondamento scientifico al concetto di razza e già si parlava di un «cespuglio» dell'evoluzione umana.
Lo stesso Mantegazza fece di Darwin la Commemorazione giudicata più densa e pregnante (non per caso tradotta anche in tedesco), in cui apprezzò fra l'altro il fatto che l'autore dell'Origine avesse sempre diffidato delle spiegazioni lineari e si fosse costantemente tormentato nell'esercizio del dubbio: «la sua architettura è il disordine subliè la ricchezza senza fine del tempio gotico».

ritratto di Paolo MantegazzaPaolo Mantegazza
(Monza 31 ottobre 1831 -
San Terenzo 28 agosto 1910)

Cifra dell'evoluzionismo italiano fu proprio quell'esercizio, che si alimentava delle soluzioni galileiane e da cui scaturì una grande autonomia di giudizio: che indusse Mantegazza a definirsi «darwiniano con benefizio d'inventario» e Canestrini a pubblicare La teoria di Darwin criticamente esposta.
La percezione delle difficoltà ancora presenti nello studio dei viventi non impedì comunque ai nostri naturalisti di documentare, nel volume su Carlo Darwin e il darwinismo nelle scienze biologiche e sociali, le profonde ripercussioni che le nuove scoperte e la nuova mentalità stavano avendo anche nella storiografia, nella filologia, nella psicologia e nell'economia politica.

 
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