Digitalizzazione per i servizi bibliotecari

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Digitalizzazione per i servizi bibliotecari nasce nel 2010 con lo scopo di digitalizzare materiale bibliografico, raro e di pregio, posseduto dalle biblioteche del Sistema Bibliotecario di Ateneo. Duplice scopo del progetto è sia contribuire alla diffusione del patrimonio culturale delle biblioteche dell' Ateneo, garantendo l'accesso online a una selezione di esemplari di pregio in loro possesso, sia preservare gli originali dai possibili danni derivanti dalla consultazione diretta.  

Il focus del progetto è il materiale la cui rarità e deperibilità inducono ad una limitazione della consultazione, tutelandone così la conservazione, ma non rispondendo alle esigenze di fruizione degli utenti e a quelle di valorizzazione del nostro patrimonio culturale. Questo progetto fornisce quindi una valida risposta alle esigenze di consultazione, tutela e valorizzazione del materiale bibliografico.

Con l'adozione di standard e linee guida di riferimento, il progetto si colloca in un contesto di iniziative a livello regionale, nazionale ed europeo.

Da luglio 2015 le digitalizzazioni del Sistema Bibliotecario di Ateneo sono accessibili anche su Internet Culturale, il portale italiano di accesso al patrimonio culturale posseduto e conservato presso le biblioteche e prestigiose istituzioni culturali italiane.

Materiale selezionato

Biomedica

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Il nucleo originario del ricco e pregiato fondo antico della biblioteca Biomedica proviene dall'antico ospedale di Santa Maria Nuova, fondato nel 1288 da Folco Portinari.

L'ospedale, con il passare dei secoli, andò sempre più ampliandosi diventando un importante punto di riferimento per l'assistenza sanitaria e per l'insegnamento delle scienze mediche, tanto che nel 1679 lo spedalingo Michele Mariani riunì tutti i libri ed i manoscritti posseduti dall'Ospedale in un unico locale, adibito a `Libreria' ad uso degli studenti e insegnanti della scuola Medico-chirurgica dell'Ospedale, scuola che ebbe vita fino al 1859 quando fu creato l'Istituto di studi superiori pratici e di perfezionamento.
Di questa antica raccolta di letteratura professionale medica, esemplari preziosi che manifestano i diversi gradi del progredire delle scienze mediche sono rappresentati dai volumi di incunaboli. Alcuni di essi sono entrati a far parte del patrimonio della Biblioteca grazie alle donazioni di autorevoli personaggi come Carlo Burci e Pietro Vannoni e propongono testi classici dello studio della medicina.

 In una biblioteca di un antico ospedale non mancavano volumi di botanica e agricoltura, dal momento che le medicine, prima dell'avvento della chimica farmaceutica, erano estratte dalle piante. Più di 1000 acquerelli che riproducono numerose varietà di piante e funghi sono contenuti nei cinque volumi realizzati dal pittore fiorentino Tommaso Maria Chellini alla fine del ‘600 e nei due volumi di grande formato del Viridarium botanicum del 1731 evidenziando quanto fosse importante l'interesse per la fitologia per la preparazione di sostanze terapeutiche.

Non meno rappresentativi dell'evoluzione degli studi in campo medico sono i manoscritti dei medici che operarono e insegnarono nell'antico Ospedale - fra i quali nome insigne è quello di Antonio Cocchi - e volumi di letteratura periodica della seconda metà del Settecento, che segnarono il passaggio della medicina da scienza empirica a sperimentale, privilegiando il principio della conoscenza diretta del corpo umano e sostituendo alle suggestive teorie umorali galeniche la pratica evidenza della funzione degli organi. Fra questi ultimi la scelta è caduta sul Giornale di Firenze.

Scienze

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All'interno del materiale posseduto dalla biblioteca l'attenzione è stata posta su quello, sia periodico sia monografico, di più marcato interesse storico. Fra i periodici sono stati scelti gli Acta Eruditorum - fondato alla fine del Seicento su impulso e iniziativa di Leibniz e altri insigni scienziati del tempo -, Bibliotheca Mathematica - una delle prime riviste scientifiche di impostazione "moderna" nata negli ultimi decenni dell'Ottocento -, e i primi due volumi del Giornale Botanico Italiano fondato da Filippo Parlatore. Quest'ultima scelta, in particolare, è dovuta al fatto che la nuova serie della stessa rivista è già interamente digitalizzata dal 1869 al 1942 nella Biblioteca digital del Real Jardin Botanico de Madrid ed è sembrato opportuno completarla con i due volumi della prima serie. Per la stessa ragione sono stati digitalizzati i supplementi del monumentale repertorio Macrolepidotera of the world (1909-1954) di Adalbert Seitz, pubblicazione già in gran parte disponibile online sul sito Biodiversity Heritage Library.

Per quanto riguarda le monografie si è scelto un campione rappresentativo del vasto patrimonio librario della biblioteca relativo ai resoconti di viaggi di esplorazione naturalistica dal ‘700 alla fine dell'Ottocento, fra i quali si segnalano i Viaggi alle Due Sicilie e in alcune parti dell'Appennino di Lazzaro Spallanzani, il Viaggio in Siberia di Stephen Sommier e il Viaggio intorno al globo della r. pirocorvetta italiana Magenta compilato da Enrico Hyllier Giglioli. Inoltre, a poca distanza dal centenario della morte di Paolo Mantegazza è sembrato utile riproporre una delle sue opere più "innovative" - l' Atlante della espressione del dolore, che è anche un significativo e pionieristico esempio di "fotografia scientifica" -, nonché l'opera seicentesca Cefalogia fisonomica diuisa in dieci deche di quel Cornelio Ghirardelli che può a buon diritto essere considerato un lontano precursore della moderna fisiognomica.

Scienze Sociali

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I volumi digitalizzati comprendono tre rari incunaboli di statuti, di cui la biblioteca vanta un'importante collezione, e alcuni testi esemplari della penalistica toscana dell'Ottocento.
Gli statuti di Verona e di Milano, con la relativa Tabula, rappresentano due importanti esempi di ius proprium. In età medievale, col rinascere dei comuni, da un lato si andava riscoprendo nell'ambito delle università la grande tradizione del diritto romano, facendone strumento di ius commune, dall'altro le comunità locali, e per prime proprio le città, definivano i propri ordinamenti e le proprie regole di convivenza civile.

Sull'altro fronte, la tradizione penalistica del granducato di Toscana appare straordinariamente avanzata rispetto a quella degli altri stati preunitari, vantando un primato di civiltà. E' un sovrano toscano illuminato, Pietro Leopoldo, che promulga il 30 novembre 1786 quella costituzione criminale con la quale si abolisce - caso unico in Europa - la pena di morte, applicando le idee di Cesare Beccaria. Sta in questa legge, conosciuta poi come la "Leopoldina", l'origine della tradizione toscana nel campo della scienza penale.

Il clima politicamente mite di quegli anni favorì infatti gli studi giuridici, che si svilupparono anche in forma autonoma rispetto alla imperante tradizione francese, ad opera di studiosi del calibro di Francesco Carrara, Giuseppe Puccioni, Francescantonio Mori. Ne sono documento opere quali gli Scritti germanici di diritto criminale di Francescantonio Mori (1846-1847) e il Programma del corso di diritto criminale tenuto da Francesco Carrara all'Università di Pisa. Il miglior frutto della scienza giuridica toscana resta comunque il Codice Penale del 1853, tanto avanzato da influenzare l'elaborazione del primo codice penale unitario del Regno d'Italia, il Codice Zanardelli del 1889, che eliminò - non per caso - la pena capitale in tutta l'Italia.

Scienze Tecnologiche

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A Firenze tra il XVII e il XVIII secolo nacque e divenne importante il settore della letteratura artistica legato alla storiografia locale e furono pubblicate guide storiche e artistiche della città, raccolte di tavole che illustrano i principali monumenti di Firenze, descrizioni di carattere divulgativo di monumenti e musei. Per il progetto di digitalizzazione sono state scelte alcune pubblicazioni dotate di un apparato iconografico significativo capace di documentare lo sviluppo e la descrizione della città di Firenze. Ferdinando Ruggieri, architetto fiorentino alla corte dei Medici, pubblicò nel 1722 lo Studio d'architettura civile, una raccolta in tre volumi che illustra i modelli architettonici più accreditati della città, esemplificandoli attraverso l'analisi dei dettagli architettonici.

Di Giuseppe Poggi, architetto che ha determinato l'attuale assetto urbanistico della città di Firenze, sono stati digitalizzati i volumi dei Disegni di fabbriche eseguite per commissione di particolari, pubblicati tra il 1886 e il 1887 e contenenti tavole di grandi dimensioni che rappresentano i disegni degli interventi realizzati da Giuseppe Poggi sulle opere architettoniche della città. I due volumi sono stati donati dal nipote dell'autore, con dedica, alla Facoltà di Architettura il 18 febbraio 1942.

Infine i Ricordi di architettura, una rivista mensile, pubblicata tra il 1878 e il 1900, che rappresenta una importante iniziativa editoriale intrapresa da un gruppo di architetti fra i quali Giacomo Roster, Riccardo Mazzanti, Corinto Corinti e Enrico Bartoli. Si tratta di una pubblicazione a tavole monocrome che raffigurano chiese, palazzi, ville, giardini di interesse architettonico, tutti appartenenti al territorio italiano. Attraverso progetti architettonici, planimetrie, vedute prospettiche, particolari ornamentali, elementi decorativi di celebri monumenti pubblici, privati o religiosi italiani, le tavole dei Ricordi di architettura presentano uno straordinario panorama sia dell'architettura del passato che delle opere coeve offrendo una visione d’insieme della scienza architettonica.

Umanistica

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All'interno dell'ingente e vario patrimonio storico della biblioteca, proveniente prevalentemente dall'Istituto di Studi Superiori in Firenze, a cui si sono aggiunte nel tempo le donazioni di docenti dell'Istituto e di studiosi, abbiamo selezionato alcuni esemplari rari e di pregio della sede di Lettere: incunaboli, riviste fiorentine e materiale grafico non pubblicato.

Alla collezione dei libri del Granduca Pietro Leopoldo, provenienti dalla biblioteca mediceo-palatina, appartiene lo splendido incunabolo Ephemerides (1484) dell'astronomo tedesco Regiomontanus, fondatore del primo osservatorio europeo a Norimberga. Degli altri incunaboli, Hymni et epigrammata (1497) e Epistola ad rabbi Isaac contra Judaeorum errores (1479) appartengono al fondo Bardi, uno dei più pregiati della biblioteca. Dallo stesso fondo proviene Il ricettario medicinale necessario a tutti i medici, & speziali (1567), che fu periodicamente aggiornato a cura dell'Arte de' medici e speziali e di cui la Biblioteca possiede anche le edizioni successive del 1623 e del 1696. Al fondo Comparetti appartiene De vita et moribus philosophorum (1487).

La Biblioteca Umanistica possiede le principali riviste del settore a partire dal ‘600-'700, tra cui il Giornale de' letterati di cui sono stati digitalizzati i volumi pubblicati a Firenze dal 1742 al 1753 e quelli pubblicati a Pisa dal 1757 al 1762. Il Giornale de' letterati, una delle prime riviste scientifiche pubblicate in Italia, nasce a Roma nel 1668 ed è poi affiancato in altre città da altri giornali quasi tutti con lo stesso titolo.

Tra i periodici dell'800-‘900 è stato selezionato Hermes, fondato a Firenze nel 1904 da Enrico Corradini e Giuseppe Antonio Borgese, come rivista di critica e letteratura di ispirazione dannunziana. I fascicoli sono stampati a mano e adorni di incisioni in legno.

Di particolare rilievo è l'apparato archeologico Milani, 136 tavole composte prevalentemente da disegni utilizzate da Luigi Adriano Milani durante le sue lezioni presso l'Istituto di studî superiori, dove fu professore di archeologia a partire dal 1895; filologo ed archeologo, fu direttore dal 1882 del Museo Archeologico di Firenze, dove creò il Museo topografico dell'Etruria.

Gruppo di lavoro

Il progetto è seguito da un gruppo di lavoro, nato all'interno del settore Biblioteca digitale -  Gestione della collezione digitale, formato da:

  • Simona De Lucchi - con funzioni di coordinamento – simona.delucchi@unifi.it
  • Silvana Benedetti - silvana.benedetti@unifi.it
  • Lucia Bertini – lucia.bertini@unifi.it
  • Laura Bitossi - laura.bitossi@unifi.it
  • Elisabetta Bosi – elisabetta.bosi@unifi.it
  • Carla Della Macine – carla.dellamacine@unifi.it
  • Antonella Farsetti – antonella.farsetti@unifi.it
  • Gianna Frosali – gianna.frosali@unifi.it
  • Caterina Guiducci - caterina.guiducci@unifi.it
  • Margherita Loconsolo – margherita.loconsolo@unifi.it
  • Renzo Nelli – renzo.nelli@unifi.it
  • Carolina Santoni – carolina.santoni@unifi.it
  • Manola Tagliabue – manola.tagliabue@unifi.it
  • Giuliana Terzi – giuliana.terzi@unifi.it
 
ultimo aggiornamento: 18-Feb-2016
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