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Cesare Alfieri

Busto di Cesare Alfieri Busto di Cesare Alfieri

Quando Vittorio Alfieri venne a conoscenza della nascita del marchese Cesare (1799 -1869) scrisse al padre, suo parente ed amico, queste parole: Mi rallegro infinitamente della consolazione avuta da lei e da tutta la sua casa per la nascita d'un suo figlio maschio, e molto la ringrazio dell'amorevole premura con la quale ella me ne ha fatto parte. Non dubito punto ch'ella poi col tempo farà ogni sforzo per restituire a questo suo erede quell'ottima educazione che dal suo signor padre e da quella sua ottima madre le è stata data [1].

Così fu. Avviato dal padre Carlo Emanuele alla carriera diplomatica, Cesare prestò servizio presso le ambasciate sarde di Pietroburgo, Berlino, Firenze e Parigi. A Firenze conobbe il futuro re Carlo Alberto, di cui divenne un collaboratore fedele, ricoprendo le funzioni di Consigliere di Stato nel 1838 e di membro della Commissione di statistica nel 1839. Nel 1847 gli fu affidato il nuovo Ministero della pubblica Istruzione , e nel 1848 fu tra i promotori dello Statuto alla cui stesura collaborò attivamente. Senatore prima e presidente del Senato poi, si trasferì a Firenze, nuova capitale del Regno, nel 1865, morendovi quattro anni più tardi.

Nella Basilica di  Santa Croce sulla lapide che lo ricorda, è stato scritto: Appose il suo nome alla Statuto, che colla libertà del Piemonte fondò la libertà e l'indipendenza della nazione". [2]



[1] G. Briani, Cesare Alfieri di Sostegno, Torino, 1862, p. 7

[2] E. Masi, Asti e gli Alfieri nei ricordi della villa di San Martino, Firenze, 1903, p. 579

 
ultimo aggiornamento: 19-Gen-2015
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