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Istruzioni per la collocazione dei volumi nelle sezioni dello scaffale aperto basate sulla CDD in ambiente ALEPH

Per le opere in più volumi attenersi a queste Istruzioni solo per Fondo Aleph, sigla del settore, numero CDD e chiave alfabetica; per quel che segue attenersi alle Nuove istruzioni per la collocazione delle opere in più volumi nelle sezioni a scaffale aperto classificato (22 giugno 2011), che saranno fuse in queste Istruzioni appena possibile.

A parte il trattamento delle opere in più volumi, le novità contenute in queste Istruzioni rispetto alla precedente versione del 2007 sono le seguenti:

- diversa composizione della chiave alfabetica basata sul titolo (p. 3, par. III.1),

- uso dell'underscore al posto dello spazio nella chiave autore (p. 8 ed es. a p. 9),

- eliminazione dei bollini colorati per REF e DID (Appendice II.).

Indice

  1. Indicazioni generali
    • I   livello: settore delle raccolte (location mark)
    • II  livello: notazione della classificazione (numero CDD)
    • III livello: specifiche della collocazione (book mark)
      • III.1 Chiave alfabetica
        a) Opere con responsabilità principale
        b) Opere con responsabilità secondaria
        c) Opere senza indicazione di responsabilità o solo con responsabilità secondarie ricavate dalle note
        d) Casi della classe 340 che fanno eccezione
        e) Opere in più volumi
      • III.2  Indicazione cronologica
  2. Trattamento di casi particolari
    a) Tomo di un'opera in più volumi acquisito singolarmente
    b) Opere da collocarsi insieme anche se non legate a un titolo superiore comune
    c) Appendici, Supplementi, Complementi, Aggiunte

  3. Istruzioni per la costruzione della collocazione nel gestionale Aleph

     

    Appendice I.1 Scelta della chiave alfabetica della collocazione

    Appendice I.2 Costruzione della chiave alfabetica per gli autori


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    1. Indicazioni generali

    Le collocazioni dello scaffale aperto basate sulla CDD si compongono delle seguenti parti:

    I livello: settore delle raccolte (location mark)
    II livello: notazione della classificazione (numero CDD)
    III livello: specifiche della collocazione (book mark)

    I livello: settore delle raccolte (location mark)

    Con l'adozione del nuovo gestionale Aleph sono venute meno le esigenze pratiche e tecniche che ci avevano portato a creare anche all'interno della collezione generale delle monografie posta al I livello del secondo piano varie sezioni di collocazione SBN (porzioni di collezione identificate da una sigla alfabetica corrispondenti a classi, divisioni o sezioni della CDD). Sulla base anche dell'esperienza maturata in questi anni a Novoli si è invece deciso di eliminare per tutta la collezione generale queste sezioni e di non far precedere il numero di classificazione da alcuna sigla. In fase di migrazione si è quindi provveduto ad eliminare tali sigle anche dal catalogo.

    Restano invece connotate dalla sigla di settore le sezioni speciali dello scaffale aperto collocate secondo la CDD, ossia la sezione dei libri di testo e degli apparati di supporto alla didattica del piano terra, la sezione di reference del secondo piano e la sezione di biblioteconomia ad accesso limitato del piano terra.


    SETTORE

    Sigla del settore

    Localizzazione

    Supporto alla Didattica

    DID

    Piano terra

     

    Libri di testo

    TESTO

    Piano terra

    Reference avanzato

    REF

    2° piano-I livello-Nord

    Collezione generale

    (nessuna)

    2° piano-I livello

     

    Biblioteconomia

    BIBLO

    Piano terra (dietro banco distribuzione)

    II livello: notazione della classificazione (numero CDD)

    Per tutti i settori della collezione sopra elencati si prevede come segnatura di collocazione la notazione CDD nella sua versione integrale come inserita nel record bibliografico.

    Nel caso di opere in più volumi è necessario attribuire a tutti la stessa segnatura per mantenerli insieme. Quindi come notazione di classificazione per la collocazione usare il numero di CDD relativo al record bibliografico dell'opera generale,  anche in caso di diversità rispetto alle notazioni specifiche presenti nei record relativi ai singoli volumi.

    III livello: specifiche della collocazione (book mark)

    Per l'ordinamento a scaffale delle opere con lo stesso codice di classificazione si è adottato  un'unica chiave alfabetica seguita da una specificazione cronologica.

     

    III.1 Chiave alfabetica

     

    La chiave alfabetica è lunga fino a un massimo di 6 caratteri, sempre maiuscoli, ed è costruita a partire dai nomi che indicano responsabilità principale o secondarie od eventualmente dal titolo.

    La sigla da usare per gli autori corrisponde alla chiave CAUT di SBN, che segue la formula 4+1+1 per l'autore persona e quella 2+1+1+1+1 per l'autore ente (v. Appendice I.2). Si fa riferimento, ovviamente, alla forma accettata dell'intestazione autore.

    Quando la chiave si compone invece a partire dal titolo  comprende solo le prime due parole significative (escludendo articoli, preposizioni e congiunzioni) del titolo proprio secondo la formula: 3 caratteri (prima parola) +_ (underscore) + 2 caratteri (seconda parola). Nel caso di un titolo  con una sola parola significativa la formula sarà data semplicemente dai primi tre caratteri di questa.

    Es.: ENC_DI per "Enciclopedia del diritto", DIG per "Digesto".

    Per la scelta della responsabilità o del titolo sul quale basare la costruzione della sigla attenersi alle indicazioni riportate nella casistica di seguito (v. anche il diagramma di flusso, Appendice I.1).

    a) Opere con responsabilità principale

    Quando l'opera ha un'intestazione principale utilizzare questa per la costruzione della chiave alfabetica sia che si tratti di autore persona che di ente.

    Fanno eccezione i casi della classe 340 considerati al punto d.

    b) Opere con responsabilità secondaria

    Nei casi di opere che non hanno una responsabilità principale, se è presente un'unica responsabilità secondaria costruire la chiave su quella, a meno che non sia ricavata dalle note.

    Nel caso invece siano presenti più responsabilità secondarie seguire le seguenti regole:

    1. Non tenere conto di responsabilità ricavate dalle note;
    2. Scegliere il curatore persona piuttosto che altri tipi di responsabilità, come enti, autori di opere collettanee, traduttori, ecc., a eccezione del caso al punto seguente. Se i curatori sono due o più scegliere il primo nominato nella descrizione;
    3. Per le opere in onore di, in memoria di, liber amicorum, festschrift ecc. scegliere il nome dell'omaggiato e non altre responsabilità, compreso il curatore;
    4. Per le opere che non rientrano nei casi sopra elencati scegliere la prima responsabilità presente in descrizione.

    Per i casi di responsabilità secondarie ricavate dall'area delle note si veda il punto c.

    Come per le opere con responsabilità principale fanno eccezione i casi del punto d.

     

    c) Opere senza indicazione di responsabilità o solo con responsabilità secondarie ricavate dalle note

    In questi casi la chiave si compone a partire dal titolo proprio.

     

    d) Casi della classe 340 che fanno eccezione

    Alcune considerazioni portano a ritenere utile non applicare la regola generale ai seguenti casi:

    • notazione ampliata -026 sotto 341;
    • notazione ampliata -026 sotto 342-347;
    • suddivisioni .01-.05 della classe 348.

    L'utilizzazione dell'ente come chiave di ordinamento sarebbe ridondante visto che nella notazione di classificazione è già incluso il codice del paese ed inutile per l'ordinamento a scaffale visto che la stessa sigla si ripeterebbe per tutta una serie di opere (per es. IT per tutti i codici civili italiani con notazione -02632). Inoltre questo tipo di opere presenta una difformità di trattamento notevole in Indice sia per la varietà dei casi che per errori o scelte differenti tanto che spesso non si trova il legame di responsabilità all'ente oppure c'è confusione fra responsabilità principale e secondarie.

    Infine la notazione Dewey in questi casi permette già il raggruppamento per discipline e il raggruppamento, grazie alla notazione ampliata, delle fonti del diritto rispetto ad opere di natura diversa per cui fa apparire inutile inserire come chiavi delle sigle che identifichino il settore disciplinare o il tipo di materiale.

    In questi casi si prevedono quindi le seguenti regole:

    1. Non scegliere mai l'ente, anche se ha responsabilità principale;
    2. Non tenere conto di responsabilità secondarie ricavate dalle note;
    3. Se presente scegliere sempre l'autore persona anche se ha responsabilità secondaria;
    4. Nel caso ci siano più responsabilità di autori persona scegliere il curatore se presente, altrimenti la prima nominata in descrizione;
    5. 5) Nei casi in cui si abbia solo la responsabilità dell'ente, nessun legame di responsabilità oppure solo responsabilità secondarie ricavate dalle note scegliere il titolo proprio per la composizione della chiave.

     

    e) Opere in più volumi

    Per la formazione della chiave alfabetica si seguono le regole generali illustrate sopra facendo riferimento alle responsabilità della notizia di livello generale e non dei singoli volumi.

     

    III.2 Indicazione cronologica

    Completare la specificazione della collocazione aggiungendo alla chiave alfabetica l'indicazione cronologica, utile per ordinare a scaffale le opere di uno stesso autore aventi uno stesso codice di classificazione.

    La specificazione cronologica corrisponde all'anno di pubblicazione del volume che deve essere identico a quello  inserito nel record bibliografico (sottocampo 210$d di Unimarc/Bibliographic).

    Per le opere in più volumi invece inserire sempre la sigla 9999.

    N.B.: per tutte le collocazioni basate sulla CDD non si prevede l'indicazione del numero del volume nel caso di opere in più volumi.

     

    2. Trattamento di casi particolari

    a) Tomo di un'opera in più volumi acquisito singolarmente

    Fa eccezione alle indicazioni date per le opere in più volumi il caso di un tomo acquisito per essere utilizzato singolarmente a fini didattici o di ricerca: in questo caso per la notazione Dewey, la costruzione della chiave alfabetica e l'indicazione cronologica va fatto riferimento alla notizia relativa al tomo e non a quella dell'opera generale.

     

    b) Opere da collocarsi insieme anche se non legate a un titolo superiore comune

    Nel caso di documenti non legati a un titolo superiore comune ma che complessivamente costituiscono un'opera unitaria, e che quindi è opportuno mantenere insieme a scaffale, occorre dare un'identica collocazione, anche se non esiste un titolo superiore cui fare riferimento per CDD e chiave alfabetica.

    E' a esempio il caso della 4. edizione del Digesto per il quale non esiste un titolo superiore comune a cui siano legate le notizie relative alle singole sezioni, oppure di alcuni manuali che si compongono di una parte generale e una speciale senza un titolo superiore comune.

    In questi casi dunque in fase di collocazione:

    - inserire un numero di classificazione più generale e non quello dei singoli titoli. Es., si   collocheranno tutti i volumi del Digesto sotto 349.4503;

    - dare la stessa chiave alfabetica per l'ordinamento secondo i seguenti criteri:

    • se ci sono una o più responsabilità comuni scegliere tra queste per la formazione della chiave alfabetica applicando le regole generali;
    • se mancano responsabilità comuni formare la chiave alfabetica dal titolo secondo il seguente ordine di preferenza: identico titolo comune (prima parte di un titolo composto, seguita da punto e un titolo dipendente) oppure identico titolo proprio (seguito da diverso complemento);

    variante del titolo (campo 517 di Unimarc/Bibliographic in Aleph 500 in colloquio con Indice) che possa servire da raggruppamento; prime due parole significative comuni a tutti i singoli titoli;

    - come indicazione cronologica inserire sempre 9999.

     

    c) Appendici, Supplementi, Complementi, Aggiunte

    Le pubblicazioni che accompagnano altre pubblicazioni principali a loro integrazione e continuazione (quali appendici, complementi, supplementi etc.) e che spesso escono separatamente, devono essere collocate a scaffale insieme a queste, anche se dovesse mancare il legame catalografico al titolo dell'opera principale, e anche nel caso di opuscoli che per dimensioni andrebbero nella collocazione Opusc.

    Per tali pubblicazioni occorre perciò creare una collocazione identica a quella dell'opera principale inserendo lo stesso numero di classificazione e la stessa chiave alfabetica anche in presenza di una notazione specifica o responsabilità differenti da quelle dell'opera principale.

    Come numero di sequenza inserire la cifra 9999 sia alla pubblicazione principale che a quella integrativa, come per le opere in più volumi. Ciò può comportare la necessità di ricollocare e rietichettare la pubblicazione principale quando quella aggiuntiva sia acquisita in tempi successivi.

     

    3. Istruzioni per la costruzione della collocazione nel gestionale Aleph

    a) Scegliere il  fondo dal menu secondo la tabella riepilogativa di seguito riportata:

     

    SETTORE

    Sigla del settore

    Localizzazione

    Sigla del Fondo Aleph

    Denominazione del Fondo Aleph

    Supporto alla Didattica

    DID

    Piano terra

    DID

    Materiale didattico. Piano terra (accesso libero)

     

    Libri di testo

    TESTO

    Piano terra

    TESTO

    Libri di testo. Piano terra (accesso libero)

    Reference avanzato

    REF

    2° piano-I livello-Nord

    REF

    Opere di consultazione. Secondo piano Nord (accesso libero)

    Collezione generale

    (nessuna)

    2° piano-I livello

    GEN

    Collezione generale monografie. Secondo piano (accesso libero)

     

    Biblioteconomia

    BIBLO

    Piano terra (dietro banco distribuzione)

    BIBLO

    Collezione Biblioteconomia. Piano terra (distribuzione su richiesta)

     

    b) Scegliere il tipo di collocazione 1 (Classificazione decimale Dewey)  dal relativo menu.

    c) Digitare nel campo adiacente l'intera stringa di collocazione attenendosi a quanto segue:

    • scrivere in maiuscolo la sigla del settore (niente per la Collezione generale)
    • lasciare uno spazio (tranne che nel caso della Collezione generale)
    • trascrivere integralmente il numero di CDD
    • lasciare uno spazio
    • comporre in maiuscolo la sigla alfabetica secondo le istruzioni generali
    • inserire una barra (senza spazi né prima né dopo)
    • trascrivere l'anno di pubblicazione o la sigla 9999.

          Es.:

          DID 342.45 BARIP/2002

          TESTO 342.45 BARIP/2002

          REF 345.45002638 ALIBL/2006

          342.45 BARIP/2002 (nel caso della Collezione generale)

          BIBLO 025.3 PETRA/2006

     
    ultimo aggiornamento: 02-Mag-2012
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