INDICE DELLA MOSTRA (ordine cronologico)

Galleria dei personaggi

In questa pagina sono elencati i personaggi citati nel corso della mostra.

Clicca sul nome di ogni personaggio per consultare una scheda informativa.

 

Giuseppe Battaglini

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 (Napoli 1826 - 1894)

 Autodidatta, docente di geometria superiore prima all'Università di Napoli e poi a Roma. Fondò il Giornale di Matematiche che poi prese il suo nome, pensato appositamente per gli studenti universitari.

Vedi in mostra: Giornale di matematiche ad uso degli studenti

Vedi anche: Battaglini nel Dizionario biografico degli Italiani

Enrico Betti

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(Pistoia 1823 - Soiana (PI) 1892)

Allievo di Mossotti, dal 1857 fu docente all’Università di Pisa tenendo vari insegnamenti (algebra superiore, analisi e geometria superiore, fisica matematica), poi anche direttore della Scuola Normale superiore. Nel 1848 fu con i suoi compagni di studi e con il suo professore a Curtatone. Fu varie volte deputato e senatore dal 1884. Membro di numerose società scientifiche, ricevette diversi riconoscimenti, come la decorazione al merito civile di Savoia.

Vedi in mostra: Annali di matematica pura e applicata, Gli elementi di Euclide

Vedi anche: Betti nell'Enciclopedia Italiana Treccani

Carlo Luciano Bonaparte

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 (Parigi 1803-1857)

Ben presto seguì il padre a Roma, dove passò una parte della sua giovinezza, prima di recarsi negli Stati Uniti, dove si occupò di ornitologia con risultati brillanti. Di idee progressiste, tornò in Francia con la rivoluzione del 1830 spostandosi poi in Italia nel 1834 dove pubblicò l’Iconografia della fauna italiana. Fu il principale ideatore delle Riunioni degli Scienziati italiani: presiedette la sessione del 1845 a Napoli e avrebbe dovuto presiedere la sessione di zoologia a Venezia nel 1847 se non fosse stato costretto dalla polizia austriaca a lasciare il territorio veneto a causa delle sue idee politiche. Ciò non gli impedì di partecipare attivamente ai moti del 1849 a Roma e nello stesso anno fondò la Società italiana per il Progresso delle Scienze. Dopo un periodo di esilio a Parigi, nel 1852 tornò in Italia ma, nel timore che intendesse riaccendere la rivolta contro il Papa, venne espulso e ritornò definitivamente in Francia.

Vedi in mostra: Iconografia della fauna italica

Vedi anche: Bonaparte in Wikipedia, Bonaparte in Scienza in rete 

Francesco Brioschi

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(Milano 1824 - 1897)

Laureato a Pavia nel 1845, nel 1848 partecipò alle Cinque giornate di Milano. Insegnò matematica applicata presso l'Università dove si era laureato, poi al Politecnico di Milano, di cui fu direttore dal 1863. Deputato nel 1862 e dal 1865 senatore.  

Vedi in mostra: Annali di matematica pura e applicata, Gli elementi di Euclide

Vedi anche:  Brioschi nell'Enciclopedia italiana Treccani

Stanislao Cannizzaro

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(Palermo 1826 - Roma 1910)

Formatosi a Pisa con Raffaele Piria, si rifugiò a Parigi dopo aver partecipato ai moti siciliani del 1848. Tornato in Italia nel 1851 come professore di Chimica, Fisica e Meccanica nel Collegio Nazionale di Alessandria, portò a termine la celebre ricerca sulla dismutazione dell'aldeide benzoica detta reazione di Cannizzaro. Nel 1855 ottenne la cattedra di chimica presso l'Università di Genova. In questo periodo realizzò il fondamentale Sunto di un corso di filosofia chimica pubblicato in Il Nuovo Cimento (1858), in cui sviluppò le sue idee sulla teoria atomica e sulla costituzione dei corpi, che in seguito espose al Congresso internazionale di Karlsruhe (1860). Insegnò alle Università di Palermo e di Roma. Nel 1870 fu tra i fondatori della Gazzetta Chimica Italiana. Fu senatore del Regno (dal 1871) e svolse un'intensa attività politica e parlamentare. E' considerato l'organizzatore della chimica italiana dopo l'Unità.

Vedi in mostra: La Gazzetta chimica italiana, Appunti autobiografici

Vedi anche: Cannizzaro nel Dizionario biografico degli Italiani, Archivio digitale Cannizzaro presso l’Accademia Nazionale delle Scienze detta dei XL

Felice Casorati

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(Pavia 1835 - 1890)

Fu allievo di Brioschi di cui, dopo la laurea avvenuta nel 1856, divenne assistente. Nel 1858 fu con Betti e Brioschi in Germania e Francia, un viaggio scientifico che influenzerà molto le loro ricerche. L'anno successivo iniziò la carriera di docente (algebra e geometria analitica) presso l'Università di Pavia.  

Vedi in mostra: Teorica delle funzioni di variabili complesse

Vedi anche:  Casorati nel Dizionario biografico degli Italiani

Vincenzo Cesati

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(Milano 1806 - Vercelli 1883)

Laureato in giurisprudenza, fu amministratore del governo austriaco ma anche sincero liberale e patriota. Da sempre botanico appassionato e iniziatore in Italia degli studi crittogamologici insieme all’amico De Notaris, fu professore di Botanica all’università di Napoli e direttore dell’Orto botanico. Accademico dei Lincei.

Vedi in mostra: Compendio della flora italiana

Vedi anche: Cesati nel Dizionario biografico degli Italiani

 

Igino Cocchi

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(Licciana Nardi o Aulla (MS) 1827 - Livorno 1913)

Geologo. Professore di geologia all'Istituto superiore di Firenze e primo presidente del Comitato geologico dal 1867 al 1873, quando lascerà incarico e insegnamento convinto dell'impossibilità di portare a termine il suo progetto. Fu tra i fondatori della Società geologica italiana, di cui fu per due volte presidente. Numerosi i suoi scritti di geologia e paleontologia. Sua la prima traduzione italiana del poema epico finlandese Kalevala.

Vedi in mostra: Brevi cenni sui principali istituti e comitati geologici

Vedi anche : Cocchi nel Dizionario biografico degli Italiani

 

Luigi Cremona

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(Pavia 1830 - 1903)

Nel 1848 partecipò come volontario nel battaglione Italia libera alla prima guerra di Indipendenza, nel 1853 si laureò in ingegneria civile presso l'Università della sua città. Ottenne la cattedra di Geometria superiore a Bologna nel 1860 e sei anni dopo al Politecnico di Milano. Successivamente ebbe altri incarichi. Nel 1879 diventò Senatore del Regno e nel 1898 Ministro della Pubblica Istruzione.  

Vedi in mostra: Gli elementi di Euclide

Vedi anche: Cremona nel Dizionario biografico degli Italiani

 

Carlo De Stefani

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(Padova 1851 - Firenze 1924)

Si laureò in Giurisprudenza a Pisa nel 1870. Ben presto abbandonò del tutto gli studi legati alla giurisprudenza ed all’economia per darsi interamente alla geologia, di cui G. Meneghini era a Pisa docente e fondatore con Paolo Savi della scuola geologica pisana. Nel 1885 ottinne la cattedra fiorentina di geologia e geografia fisica. Pubblicò numerosi lavori su svariati argomenti e si occupò della allora nascente Carta Geologica d’Italia.

Vedi in mostra: L'Ufficio geologico d'Italia

Vedi anche : De Stefani nel Dizionario Biografico degli italiani 

 

Angelo Genocchi

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(Piacenza 1817 - Torino 1889)

Laureato a Piacenza presso la Facoltà di Giurisprudenza nel 1838, insegnò in quella Università a partire dal 1945, coltivando da autodidatta la sua passione per la matematica, arrivando a scrivere e pubblicare lavori originali. Dal 1857 insegnò algebra e geometria complementare presso l'Università di Torino, assumendo negli anni successivi altri compiti didattici.  

Vedi in mostra: Annali di matematica pura e applicata

Vedi anche:  Genocchi nel Dizionario biografico degli Italiani

 

Giuseppe Gibelli

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(Santa Cristina (PV) 1831 - 1898)

Botanico fra i primi a introdurre in Italia le tecniche microscopiche e i nuovi metodi della scuola botanica tedesca. Pioniere nello studio sulla biologia delle simbiosi. Professore all’università di Torino e direttore dell’Istituto ed Orto botanico.

Vedi in mostra: Compendio della flora italiana

Vedi anche: Gibelli nel Dizionario biografico degli Italiani

 

 

Felice Giordano

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(Torino 1825 - Vallombrosa (FI) 1892)

Si laureò in ingegneria idraulica nel 1847 a Torino. Nello stesso anno venne  inviato dal Ministro degli Interni del Regno Sabaudo con Quintino Sella a Parigi, presso l'Êcole de Mines per perfezionare gli studi. Nel 1848 tornò in Italia per partecipare ai moti rivoluzionari. Nel 1856 divenne  Ingegnere di I° classe del Regio Corpo delle Miniere. Nel 1863, insieme a Q. Sella, G. Barraco e P. di Saint-Robert, fondò il Club Alpino Italiano. Esperto alpinista, morì a seguito di una banale caduta in una scarpata.

Vedi in mostra:  Cenni sul lavoro della carta geologica, Cenni sull'organizzazione e sui lavori degli istituti geologici

Vedi anche: Giordano nel Dizionario biografico degli Italiani

Paolo Mantegazza

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(Monza 1831 - S. Terenzo (SP) 1910)

Fu medico, fisiologo, antropologo, etnologo, patriota, igienista (nel 1862 fondò, insieme con Gemello Golini, l'Igea. Giornale d'giene e medicina preventiva), ma fu anche un gran divulgatore. Viaggiò molto, ebbe scambi epistolari con Darwin, fu deputato e senatore del Regno d’Italia. Ma ciò che descrive meglio la sua poliedrica figura è l’epitaffio che compare sul monumento a lui dedicato e inaugurato nella nuova sede del Museo Nazionale d’antropologia e etnologia della R. Università di Firenze il 3 ottobre 1926.

Vedi in mostra: Statuto della Società Italiana di Antropologia, Passaporto di Mantegazza, A sedici anni sulle barricate, Ricordi politici di un fantaccino, La scienza nella società moderna, La scienza nell'Italia nuova, Scheda rilevamento dati

Vedi anche:  Mantegazza nel Dizionario biografico degli Italiani

Carlo Matteucci

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(Forlì 1811 - Ardenza (LI) 1868)

Laureatosi in matematica a Bologna nel 1828, compì ricerche di elettrochimica ed elettrofisiologia, che lo condussero in modo indipendente a formulare le leggi dell'elettrolisi. Studiò per qualche anno a Parigi. Nel 1851 ottenne dal Granduca di Toscana Leopoldo II la cattedra di fisica sperimentale all'Università di Pisa. Considerato tra i precursori dell'elettrofisiologia, ebbe il merito di aver scoperto per primo il fenomeno elettrico connesso allo sforzo muscolare. Nel 1844 è tra i fondatori della rivista Il Cimento e nel 1855 de Il Nuovo Cimento. Nel 1862 divenne ministro dell'Istruzione Pubblica e nel 1866 membro della Società Italiana delle Scienze.

vedi in mostra: Il Cimento, Il Nuovo Cimento

vedi anche:  Matteucci nel Dizionario biografico degli Italiani

Ottaviano Fabrizio Mossotti

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(Novara 1791 - Pisa 1863)

Laureato presso l’Università di Pavia nel 1811, fu collaboratore del Conciliatore, attivo politicamente e presto esule in Inghilterra proprio per ragioni politiche. Nel 1827 fu a Buenos Aires dove insegnò Fisica. Dal 1840 alla morte insegnò all’Università di Pisa. Partecipò alla battaglia di Curtatone alla testa del battaglione universitario.

Vedi in mostra: Parole di congedo

Vedi anche: Mossotti nell'Enciclopedia italiana Treccani

 

Filippo Parlatore

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(Palermo 1816 - Firenze 1877)

Laureato in medicina. Botanico, professore all’università di Firenze, direttore del Giardino dei Semplici, fondatore del Giornale botanico italiano e dell'Erbario centrale italiano. Direttore del Museo di Fisica e Storia naturale di Firenze dal 1868 alla morte. Autore di una importante Flora italiana (1848-1896, in 11 volumi, di cui solo i primi 4 sono dovuti direttamente a Parlatore).

Vedi in mostra: Sulla botanica in Italia

Vedi anche : Parlatore in Wikipedia

 

Giovanni Passerini

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(Pieve di Guastalla (RE) 1816 - Parma 1893)

Botanico florista e micologo sistematico. Professore all’università di Parma e accademico dei Lincei.

Vedi in mostra: Compendio della flora italiana

Vedi anche: Passerini in Wikipedia

 

 

 

Emanuele Paternò

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(Palermo 1847 - 1935)

Discendente da un’antica famiglia di origine provenzale-catalana. Studiò chimica all'Università di Palermo dove fu allievo di Stanislao Cannizzaro. Nel 1871, a soli 24 anni, fu nominato docente di chimica presso l'Università degli studi di Torino. L'anno successivo subentrò a Cannizzaro all'Università di Palermo, della quale fu anche Magnifico rettore. Nel 1888 fu nominato senatore e nel 1892 passò all'Università di Roma come docente di chimica analitica e successivamente di chimica generale. Fu uno dei fondatori della Gazzetta Chimica Italiana nel 1871. Come chimico, si interessò di fotochimica, dell'azione della luce sulle molecole organiche. Scoprì nel 1909 la reazione Paternò-Büchi con Georg-Hermann Büchi, consistente nella formazione per via fotochimica di ossidi trimetilenici da miscele di olefine trisostituite o tetrasostituite con aldeidi o chetoni. Il suo impegno nella vita politica fu sempre attivo, attento alla legislazione sugli ordinamenti universitari, sulle acque potabili, sul commercio di grani e agrumi. Per tre legislature fu vice-presidente del Senato. Rifiutò l’adesione al fascismo e tenne il suo ultimo discorso al Senato contro la ratifica dei patti lateranensi. Fu collocato a riposo nel 1923. Ritiratosi a Palermo morì nel 1935.

Vedi in mostra: La Gazzetta Chimica Italiana

Vedi anche: Paternò nell'Enciclopedia italiana Treccani

Raffaele Piria

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(Scilla (RC) 1814 - Torino 1865)

Laureatosi in medicina a Napoli, studiò chimica con Dumas a Parigi, dove realizzò importanti ricerche sulla salicina. Docente di chimica all'Università di Pisa (1842) ebbe fra i suoi allievi Stanislao Cannizzaro, Cesare Bertagnini, Paolo Tassinari. Con Carlo Matteucci fondò Il Cimento (1844), quindi Il Nuovo Cimento (1855). Nel 1848 prese parte con il Battaglione universitario pisano alla Prima Guerra d'Indipendenza. Nel 1856 passò all'Università di Torino. Nel 1860 fu nominato Ministro della Pubblica Istruzione e nel 1862 Senatore. E’ considerato uno dei più importanti chimici della prima metà del XIX secolo.

Vedi in mostra: Il Cimento, Il Nuovo Cimento

Vedi anche : Piria nell'Enciclopedia italiana Treccani

Pietro Riccardi

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 (Modena 1828 - 1898)

Laureato a Bologna in matematica prima e in ingegneria poi, insegnò all'Università di Modena e alla Scuola degli Ingegneri di Bologna. Storico della matematica, ricordato soprattutto per la Biblioteca matematica italiana, ritenuta una fonte completa e preziosa; ancora oggi l'indicazione sconosciuto a Riccardi testimonia la rarità di un'opera.

Vedi in mostra: Biblioteca matematica

 

 

 

Cosimo Ridolfi

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(Firenze 1794 - 1865)

Marchese, uomo politico, accademico dei Georgofili (dal 1813), fondatore del Giornale agrario toscano (1827) insieme a R. Lambruschini e G. P. Vieusseux. Professore di agraria all'università di Pisa. Ministro e presidente del Consiglio nel Granducato di Toscana (1847-48), si ritirò dalla vita politica dopo la Restaurazione, per rientrare come ministro dell'Istruzione e ministro ad interim degli Esteri del governo provvisorio toscano (1859). Senatore del Regno dal 1860.

Vedi in mostra: Congresso straordinario degli scienziati italiani

Vedi anche : Ridolfi in Wikipedia

Ugo Schiff

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(Francoforte sul Meno 1834 - Firenze 1915)

Nato nel 1834 a Francoforte sul Meno da famiglia ebrea di origine spagnola. Ottavo di dieci fratelli, tra cui il celebre fisiologo Moritz, si laureò in chimica a Gottinga nel 1857 come allievo di Friedrich Wöhler. Poco dopo la laurea fu costretto a rifugiarsi in Svizzera per le sue idee liberali e rivoluzionarie. Ebbe infatti contatti con Karl Marx in occasione dell'organizzazione a Londra della Prima Internazionale dei Lavoratori. Nel 1863 venne chiamato da Matteucci, allora Ministro della Pubblica Istruzione, all'Università di Pisa. Dopo una breve esperienza pisana, nel 1865 fu nominato professore straordinario di chimica presso l'Istituto di Studi Superiori Pratici e di Perfezionamento di Firenze, e qui, nel 1870, fu tra i fondatori della Gazzetta Chimica Italiana, la prima rivista di chimica in Italia.

Le sue ricerche, testimoniate da oltre trecento articoli pubblicati nelle più qualificate riviste europee, si indirizzarono alla chimica organica e inorganica, alla chimica-fisica, alla chimica analitica, alla chimica mineralogica. Ma il nome Schiff è noto in tutto il mondo per le basi che portano il suo nome, le "basi di Schiff": immine che si formano mediante condensazione tra una ammina e una aldeide, le cui applicazioni, ancora oggi, sono numerose, sia in campo sintetico che in ambito medico e biologico.

Ugo Schiff viene descritto come un temperamento passionale ed iracondo e per questo carattere non trovò molti estimatori tra colleghi ed allievi. Nel 1877 vinse la cattedra di chimica a Torino, ma nel 1879 tornò di nuovo a Firenze dove riuscì ad ottenere il trasferimento dei laboratori scientifici da via Romana alle ex scuderie granducali, in via G. Capponi. A complemento dei laboratori fece costruire, tra il 1882 ed il 1885, una grande aula per le lezioni della quale ne disegnò lui stesso il progetto, sul modello di quella di Gottinga, e che, una volta terminata, arricchì con medaglioni e busti dei più celebri chimici del passato. Grazie al suo impegno sempre vigile ed attento, l'Istituto di Firenze diventò una delle più importanti sedi, dalle quali si svilupperà, al pari delle più grandi Università europee, una fiorente scuola di chimica.

Ugo Schiff morì all'età di ottantun anni, nel 1915. Le esequie furono semplicissime, come da sua volontà. 

Vedi in mostra: La Gazzetta chimica italiana

Vedi anche: Museo "Chemical Heritage" del Dipartimento di Chimica dell'Università di Firenze; Ugo Schiff e la chimica a Firenze, con una bibliografia degli scritti di Ugo Schiff 

Quintino Sella

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(Sella di Mosso (BI) 1827 – Biella 1884)

Nel 1847 si laurea a Torino in Ingegneria idraulica. Nello stesso anno il ministro degli interni del regno Sabaudo, Des Ambrois lo invia con Felice Giordano a perfezionare gli studi all'École des Mines di Parigi quale allievo del Regio Corpo delle Miniere. Nel 1859 viene nominato Segretario Generale della Pubblica Istruzione del Piemonte, sotto il ministro Casati, che introduce la legge sull'insegnamento elementare laico, obbligatorio e gratuito.

Nel 1861 (Torino Capitale d'Italia) viene eletto deputato. E' professore di Mineralogia e Ordinatore del Museo Mineralogico alla Scuola di Applicazione Tecnica, dove applica modelli francesi e tedeschi.

Nel 1862, in accordo con il ministro dell'Agricoltura, dell'Industria e Commercio (MAIC) F. Cordova (Governo Ricasoli, 1861-62) e F. Giordano, istituisce la direzione della Carta Geologica d'Italia (CGI) al Museo Minerario e Geologico. Diviene Ministro delle Finanze (Governo Rattazzi, 1862).

Nel 1865 (Firenze Capitale) è ancora Ministro delle Finanze (Governo Lamarmora, 1863-65). Per sanare il bilancio dello Stato - debito molto elevato, anche a causa delle spese sostenute per le Guerre d'Indipendenza e per l'annessione del Veneto - taglia tutti i fondi, compresi quelli destinati alla CGI.

Nel 1866 diviene Vice Presidente del Consiglio e nel 1867 Istituisce il Comitato Geologico d'Italia.
Nel 1868 crea a Firenze il Comitato esecutivo della CGI, la cui direzione va a Igino Cocchi. Nel 1868 crea a Firenze il Comitato esecutivo della CGI, la cui direzione va a I. Cocchi.Nel1869 è Ministro delle Finanze e Pubblica Istruzione (Governo Lanza, 1869-73). Nel 1873 diviene Presidente dell'Accademia dei Lincei, per la cui sede ottiene, nel 1883, l'acquisto di Palazzo Corsini da don Tommaso Corsini, duca di Casigliano. Sotto la sua reggenza l'Accademia si trasforma in istituto a carattere internazionale, polo scientifico europeo di alto prestigio, aperto anche all'attività e alla collaborazione di scienziati stranieri.

Vedi in mostra: Sul modo di fare la Carta Geologica Del Regno d'Italia

Vedi anche : Sito ISPRA-Museo apat

Francesco Selmi

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(Vignola (MO) 1817 - 1881)

Alternò l'attività scientifica con quella politica; per le sue idee dovette rifugiarsi a Torino (1848), dove Cavour gli conferì incarichi scientifici e politici. Dal 1867 prof. di chimica farmaceutica e tossicologia nell’Università di Bologna. Compì notevoli ricerche sugli alcaloidi della putrefazione (che chiamò ptomaine) e sui colloidi; di questi riconobbe le proprietà fondamentali così da poter essere considerato il fondatore della teoria dei colloidi. Contribuì alla diffusione in Italia della cultura chimica con la traduzione di opere straniere e con la pubblicazione dell'Enciclopedia di chimica scientifica ed industriale (11 voll., 1868-78 seguiti da tre volumi di complementi e supplementi), prima del genere in Italia. RITRATTO tratto da Francesco Selmi e la sua opera scientifica. Memoria del socio Icilio Guareschi. Torino: Vincenzo Bona, 1911

Vedi in mostra: Enciclopedia di chimica scientifica e industriale

Vedi anche: Selmi in Wikipedia

Antonio Stoppani

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(Lecco 1824 - Milano 1891)

Sacerdote aperto alle idee liberali, patriota, letterato e scienziato, professore di geologia all'università di Pavia (1861-62), poi nell'Istituto tecnico superiore di Milano (1862-78), quindi nell'Istituto di studî superiori di Firenze (1878-83) e infine (dal 1883) di nuovo a Milano, dove diresse anche il Museo civico di storia naturale. Accademico dei Lincei. Autore di importanti contributi sulla geologia e la paleontologia della Lombardia, si impegnò anche per la pacificazione tra Stato e Chiesa e nel delicato terreno dei rapporti fra Fede e scienza.

Vedi in mostra: Il Bel Paese

Vedi anche : Stoppani in Wikipedia

Adolfo Targioni Tozzetti

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(Firenze 1823 - 1902)

Ultimo scienziato della famiglia, Adolfo Targioni Tozzetti trovò grande interesse nello studio della botanica e della fisiologia tanto che a soli venti anni partecipò alla riunione degli scienziati italiani che si tenne a Lucca. La sua carriera nei primi anni sembrò seguire lo studio della botanica ma nel 1859 si verificò tuttavia un repentino cambiamento nel suo percorso scientifico.

Arruolatosi volontario durante la seconda guerra di indipendenza come Capitano medico, raggiunse il fronte lombardo con la divisione toscana e dopo alcuni mesi, anche se non prese mai parte ai combattimenti, lasciò un diario inedito della sua esperienza. Al ritorno dall'esperienza militare Adolfo, come disse lui stesso, "disertò la botanica" e fu nominato professore di Zoologia e Anatomia comparata degli invertebrati presso l'Istituto di Studi Speriori Pratici e di Perfezionamento. Adolfo si dedicò in particolare allo studio dell'entomologia e momento culminante della sua volontà di promuovere lo studio di quest.a disciplina fu la fondazione nel 1869 della Società Entomologica italiana. Adolfo contribuì al progresso della pratica agricola in maniera diversa, ossia specializzandosi nello studio degli insetti dannosi e contribuendo in modo sostanziale alla nascita dell'Entomologia Agraria. Egli rivestì pure importanti incarichi per il Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio, come ad esempio la presidenza della commissione consultiva per la pesca

Vedi in mostra: Lettera (21 giugno 1859)

Vedi anche: Adolfo Targioni Tozzetti nella  Scheda SIUSA

 
ultimo aggiornamento: 23-Nov-2016
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